EDUCAZIONE DEL ROTTWEILER

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EDUCAZIONE ED APPRENDIMENTO

Come un esperto navigatore deve conoscere i venti e le correnti, per sfruttarli al massimo e far correre la sua nave sull’acqua, usando nel modo più accorto ed esperto possibile le vele ed il timone, parimenti per poter educare un cucciolo è necessario conoscere la sua intima costruzione mentale ed adottare quei metodi d’addestramento che sono in grado di influenzare positivamente il suo sviluppo psichico. Ogni errore nell’educazione del cucciolo può determinare ulteriori carenze nel cane adulto.

L’analisi delle doti caratteriali di un cane non è certo un argomento riducibile a quattro parole e pretenderebbe un trattato di psicologia canina. Alcuni ragguagli e consigli possono però essere utili a qualcuno per stimolarlo ad approfondire le conoscenze che già possiede, ad altri per evitare gli errori più grossolani nell’educazione.

In generale il carattere di tutti i cani è paragonabile ad un cocktail, i cui ingredienti sono le singole doti caratteriali; la loro mescolanza in diverse percentuali tipicizza a grandi linee il carattere delle varie razze. Le principali doti si possono così schematizzare:

temperamento: velocità di reazione agli stimoli; tanto più velocemente il soggetto reagisce allo stimolo, migliore è il temperamento;

tempra: capacità di fornire una risposta positiva a stimoli esterni spiacevoli;

docilità: capacità di accettare l’uomo come suo naturale superiore senza che questi debba reprimere la volontà del cane ogni volta che desideri imporsi; essa è disponibilità e prontezza all’ubbidienza;

vigilanza: capacità di avvertire la vicinanza di pericoli esterni;

aggressività: conservazione della specie (Lorenz); è la capacità da parte del cane di reagire a stimoli che esso individua come minacce a sé o al suo ambiente;

combattività: capacità di rispondere ad impulsi spiacevoli con atteggiamenti di lotta;

curiosità: interesse del cane per le manifestazioni esterne e per le cose; desiderio di avere un’attività esplorativa;

sociabilità: capacità di socializzare con gli uomini;

possessività: capacità di sentirsi proprietario di qualcuno e di qualcosa;

mimesi: capacità di imitare gesti compiuti dall’uomo o da altro animale;

istinti: doti innate, comportamenti presenti nell’animale per atavisrno o per necessità. Esse sono: istinto di conservazione della specie, all’allevamento dei cuccioli, alla riproduzione, istinto predatorio.

Nel Rottweiler le qualità più importanti e quindi quelle che tipicizzano in percentuale le doti caratteriali di razza, sono la combattività, la docilità, la sociabilità e la possessività.

Per una educazione adeguata è necessario tener presente che il cucciolo possiede un proprio carattere che deve essere educato ed eventualmente corretto, mai soffocato o represso. Ad esempio la sua innata curiosità che lo spinge durante le passeggiate quotidiane ad esplora re e annusare l’ambiente che lo circonda, non deve essere inibita con troppe proibizioni, in caso contrario, con il passare del tempo, la sua curiosità per essere sollecitata avrà bisogno di uno stimolo sempre maggiore.

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Un’altra nozione fondamentale nell’educazione del cucciolo è quella sul giusto tono di voce per fargli comprendere quali sono le nostre intenzioni: urlare o sbraitare non servirebbe assolutamente a niente, avrebbe solo l’effetto, col tempo, di sottomettere il cane per paura. Mentre è molto più producente una semplice variazione nella voce: un tono allegro, vivace per il gioco, un tono più basso e più imperativo per invitarlo a compiere il proprio dovere.

Un ordine che il cucciolo deve imparare a comprendere precocemente è il « no », che va usa to con parsimonia, ma in modo deciso ed inequivocabile, nei casi di reale bisogno.

E pure molto importante, per un corretto rapporto di fiducia uomo-cane, il senso di giusti zia che deve animare il padrone in ogni sua azione, in modo che il cucciolo sia consapevole che l’eventuale punizione o sgridata è giustamente meritata; pertanto, si deve sempre intervenire con decisione e tempestività, ma senza isterismi o nervosismi, perché una punizione data in ritardo non avrebbe senso e non sarebbe neppure compresa.

Il requisito indispensabile per addestrare ed educare un cucciolo è l’innata capacità del proprietario di comprendere la psicologia del suo cane ed anche il più esperto addestratore di cani deve essere dotato di una certa dose di elasticità mentale che gli permetta di uscire da eventuali schemi prefissati e di adattarli, con un po’ di fantasia, al soggetto che si ritrova tra le mani.

Qualunque metodologia o tecnica o variazione di essa deve tener conto dei meccanismi fondamentali attraverso cui il cane può apprendere. Il Trumler definisce in modo interessante il meccanismo d’apprendimento. Esso è un processo che si manifesta sotto forma di cambiamenti adattativi nel comportamento dell’animale dovuti all’esperienza acquisita: ciò significa che il cane cambia ed adatta i suoi comportamenti attraverso le esperienze acquisite.

Come già detto, dal 21° giorno di vita al 3° mese si ha il periodo di imprinting o di socializzazione. Trumler sostiene che un soggetto che non ha avuto un corretto periodo di socializzazione non sarà mai in grado di instaurare rapporti con l’uomo uguali a quelli di un soggetto con un corretto imprinting. Il periodo dal 3° mese sino all’anno di vita può essere usato proficuamente se si sfruttano le enormi possibilità di apprendimento del cucciolo. Il gioco-addestra mento, in questo periodo, deve sfruttare le doti di curiosità, possessività e mimesi che caratterizzano il cucciolo: si noti che ho specificato gioco-addestramento per significare che non si può e non si deve chiamare addestramento e soprattutto non deve essere tale.

Sempre sui meccanismi di apprendimento, è interessante riportare la classificazione che ne fa Trumler:

Assuefazione: forma elementare di apprendimento che porta un soggetto ad abituarsi (assuefarsi) ad un determinato stimolo, ad esempio lo sparo.

Riflessi del 1° tipo o condizionati: questi riflessi furono studiati in laboratorio da Pavlov, il quale constatò che era possibile ottenere risposte automatiche, cioè « non decise » del cane, con uno stimolo inizialmente senza significato. Pavlov riuscì a insegnare ai cani a salivare al suono di un campanello (stimolo) che, all’inizio del condizionamento, era associato alla carne, la cui vista provocava abbondante salivazione al cane. Questo metodo è molto usato nell’insegnamento pratico: ad ogni parola (siedi, terra, riporta, ecc.) usata dal conduttore come stimolo corrisponde una risposta del cane che esegue ciò che gli viene richiesto.

Riflessi di 2° tipo o per prove ed errori: sono tra i più importanti perché presuppongono l’apprendimento di una risposta motoria « intenzionale ». E il cane che deve risolvere un problema propostogli, tentando e via via scartando le soluzioni che non portano al successo.

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Il ritrovamento di un oggetto o di un altro premio, seguendo una pista, condiziona il cane ad operare una serie di scelte: quando, ad esempio, si trova all’angolo di una pista, di cui ignora il tracciato, pur non ricevendo particolari stimoli dal conduttore, ha imparato che per aver successo, deve fiutare da una parte e poi dall’altra e che non deve ritornare inutilmente sui luoghi già esplorati. Durante la pista, pertanto, si innesca una reazione a catena determinata dalla sequenza di stimoli, risposte, premi, ecc. Tuttavia è utile, per il superamento di una particolare difficoltà, un intervento di «rinforzo» del conduttore (incoraggiamento, lode, premio).

Le metodiche che sfruttano questo tipo di apprendimento devono essere caratterizzate dal la ripetizione, se vogliono ottenere validi risultati: l’esercizio viene ripetuto molte volte, finché il cane non impara ad eseguirlo nel più breve tempo possibile e con il minimo di errori. Inoltre ci deve essere una continuità, cioè un’immediata successione tra lo stimolo, la risposta e il rinforzo (premio del conduttore).

Apprendimento latente: è quello per cui, ad uno stimolo, si ottiene una risposta senza che ci sia bisogno della ricompensa. Questo tipo di apprendimento si può verificare nell’addestra mento, quando si offre la possibilità di assistere a determinati esercizi ad un soggetto non addestrato; i risultati non sono immediati; ma può accadere che improvvisamente il cane ricordi e che esegua correttamente l’esercizio senza passare attraverso i meccanismi dei riflessi di l° e 2° tipo.

Apprendimento intuitivo: è la forma di apprendimento più complicata sia da dimostrare sia da spiegare nel suo meccanismo. A volte un soggetto può risolvere molto velocemente dei problemi come se seguisse un « ragionamento », ossia mediante processi mentali difficilmente comprensibili. In questo caso, si può supporre che esso sia in grado di risolvere un problema non attraverso un apprendimento pratico per prove ed errori, ma con un processo puramente mentale, analogo a quello pratico.

Nello sfruttare queste metodiche di apprendimento, si deve tener conto che il cucciolo che ci troviamo tra le mani dovrà essere correttamente e gradualmente stimolato iniziando da quegli esercizi che più si confanno alle sue doti caratteriali. Ad esempio si potrà molto precoce mente, entro il 6° mese di vita, stimolarlo ad esaltare l’istinto alla curiosità, usando il suo fiuto per seguire una piccola pista. Anche l’esercizio di riporto di una pallina o di altro oggetto, cui ho già accennato, può essere insegnato pochi mesi dopo la nascita. Si ricordi sempre che gli esercizi devono essere introdotti come giochi finalizzati e non come allenamenti all’ubbidienza.

E opportuno tentare di analizzare le doti caratteriali del nostro cucciolo, prima di introdurre i vari tipi di esercizi. Se, ad esempio, il soggetto non si dimostra né dei più esuberanti né dei più aggressivi, sarà meglio evitare di iniziare l’educazione con esercizi coercitivi di ubbidienza, ma limitarci a quelli minimi ed indispensabili, come il richiamo, la condotta al guinzaglio, il no, usando un tono di voce «allegro » per infondergli fiducia ed esaltare la sua innata voglia di giocare. Quando poi sarà giunto il momento di iniziare l’addestramento vero e proprio, si comincerà con gli esercizi di attacco; d’altro canto, se il nostro cucciolo è un po’ troppo ribelle e ha una tendenza all’aggressività troppo marcata, gli esercizi più proficui saranno quel li di ubbidienza, soprattutto al momento dell’addestramento, scartando quelli di attacco.

Ogni nostro tentativo di educazione sarà ricompensato da ottimi risultati, se, accanto ad un pizzico di fortuna, indispensabile per scegliere un buon cucciolo, avremo saputo usare le nostre qualità migliori: la pazienza, nella convinzione che l’intelligenza umana è in grado di escogitare molti sistemi per facilitare il lavoro del cane; la perseveranza, che ci ha aiutato ad ottenere esiti insperati; la freddezza, che è riuscita a dominare la nostra passionalità anche quando saremmo stati facile preda dell’isterismo; la passione cinofila, che si è evidenziata con il nostro amore per il cane; la fiducia in se stessi, che è nata dalla coscienza di una buona preparazione; il senso di giustizia che ci ha portati ad instaurare un ottimo rapporto con il nostro cane; ed infine un po’ di fantasia, che ci ha sorretto nell’adattare i vari metodi al carattere del nostro fedele amico.

Poco sopra ho accennato alla necessità di un pizzico di fortuna nella scelta del cucciolo; in realtà, dovrebbe essere una delle cose pili meditate. A questo proposito, ho trovato su un famoso libro di Campbell, Psicologia canina, un test interessante per la scelta del cucciolo che ripropongo nel testo integrale. Vorrei aggiungere, comunque, che prima di ogni test o criterio di scelta, dobbiamo aver bene chiaro in testa il tipo di cane che desideriamo.

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Test comportamentale del cucciolo

Questo test, che è stato studiato per mettere a fuoco le tendenze comportamentali critiche dei cuccioli sottoposti all’attrazione, al comando e alla dominanza fisica e sociale dell’uomo, è il risultato delle nostre ricerche ed esperienze; se applicato in modo corretto, il test dovrebbe permettere a chi lo utilizza (il compratore) di individuare il cucciolo più adatto alla casa in cui dovrà andare a vivere. Se in una cucciolata non si riesce a trovare il cucciolo desiderato, bisognerebbe passare all’esame di altre cucciolate fino a quando non si riesce a fare una scelta soddisfacente. Naturalmente colui che utilizza il test per la scelta del cucciolo si indirizzerà oltre che a quello che gli sembra più adatto al suo ambiente familiare anche a quello che più gli piace.

Il potenziale compratore dovrebbe innanzitutto telefonare all’allevatore per esporgli le sue intenzioni, in quanto è essenziale ottenerne la collaborazione, dato che deve concedere il posto isolato e il tempo necessario per l’esecuzione del test. In linea di massima occorre circa un’ora per sottoporre al test una cucciolata di 12 soggetti, ma è tempo ben speso se si pensa che è in gioco l’intera vita del cane che si vuole scegliere come compagno. Questo test dà per scontato che il compratore del cucciolo abbia già scelto la razza che desidera e che tutti i membri della sua famiglia siano d’accordo di prendere il cucciolo. I disaccordi nell’ambito familiare causati da un nuovo cucciolo costituiscono uno dei principali fattori per l’insorgenza di problemi comportamentali nel cucciolo stesso. Il momento migliore per prendere un cucciolo e portarselo a casa è a 7 settimane di età, certamente non prima di 6 e non dopo le 8 settimane.

Chi applica il test deve, da solo, portare ciascun cucciolo separatamente in un’area isolata a lui nuova e con quante meno distrazioni è possibile. I cuccioli devono essere maneggiati con dolcezza e, nel corso del test, non bisogna parlar loro né per incoraggiarli né per lodarli. Se un cucciolo urina o defeca durante il test non se ne deve tener conto perché la cosa è abbastanza comune. Dopo tutto, il cucciolo deve ancora imparare l’educazione alla pulizia in casa. E inoltre opportuno pulire solo dopo che il soggetto è stato riportato nella cucciolata.

Descriviamo ora le 5 parti in cui è suddiviso il test, precisando il significato e le modalità di esecuzione di ciascuna di esse:

1. Attrazione sociale: appena entrati nell’area destinata al test mettete delicatamente il cucciolo nel centro del recinto, allontanatevi di alcuni metri nella direzione opposta dove è situata la porta o il cancello del recinto, piegatevi sulle ginocchia e battete piano le mani per attirare il cucciolo verso di voi. La prontezza con la quale il cucciolo viene verso di voi, con la coda alta o bassa, o se non viene affatto, rivelano il grado di attrazione sociale del cucciolo, la sua fiducia o la sua indipendenza sociale. In rapporto al fatto che venga o non venga da voi, prendete il foglio del test e assegnate la classificazione che gli spetta. Mettete via il foglio e passate alla seconda prova.

2. Attitudine a seguire: partendo da un punto vicino al cucciolo, allontanatevi da lui con passo normale. La prontezza con la quale il cucciolo vi segue (sorvegliatelo attentamente mentre camminate) rivela il grado della sua attitudine a seguire. Se il cucciolo non vi segue affatto significa che è piuttosto indipendente. In ogni caso, però, prima di classificarlo come un tipo indipendente, accertatevi che il cucciolo veda effettivamente che vi allontanate.

3. Risposta alla costrizione: abbassatevi sulle gambe, rovesciate dolcemente il cucciolo sulla schiena e costringetelo in questa posizione per circa 30 secondi con una mano sul petto. Il vigore con cui il cucciolo si ribella o la prontezza con la quale accetta tale posizione indicano rispettivamente il grado di tendenza a dominare o a sottomettersi in rapporto alla dominanza fisico-sociale.

4. Dominanza sociale: chinatevi e accarezzate dolcemente il cucciolo cominciando dalla testa e andando verso il collo e la schiena. Il fatto che il cucciolo accetti o non accetti le vostre carezze è indicativo del suo grado di accettazione o di non accettazione della vostra dominanza sociale. I cuccioli di tipo estremamente dominante cercheranno loro di dominare l’esecutore del test saltandogli addosso e persino mordendolo o ringhiandogli contro. In analoghe circo stanze il cucciolo che ha soltanto un carattere indipendente si limiterebbe ad andarsene via. In ogni caso, continuate ad accarezzare il cucciolo fino a quando si evidenzi un comportamento chiaramente interpretabile. Poi classificatelo.

5. Dominanza mediante sollevamento: chinatevi sul cucciolo, afferratelo sotto la pancia con le dita intrecciate e le palme delle mani rivolte verso l’alto, sollevatelo a non più di una spanna dal suolo e tenetelo così per circa 30 secondi. In tal modo il cucciolo viene a trovarsi in una posizione di cui non ha assolutamente nessun controllo, ma nella quale è sotto il controllo completo di chi esegue il test. La prontezza con cui accetta o non accetta questa situazione indica fino a quale punto riconosce la vostra dominanza. Rimettete gentilmente il cucciolo a terra e scrivete il vostro giudizio.

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A questo punto, indipendentemente da come si è comportato, il cucciolo deve essere accarezzato e lodato e rimesso nella cucciolata. Poi si passa ad eseguire il test con un altro cucciolo e così via. Per ottenere informazioni precise e comparative sulle loro tendenze comportamentali, tutti i cuccioli devono essere sottoposti al test esattamente nella stessa maniera.

Come interpretare le classificazioni assegnate

Due o più risposte md, con dei d in altre parti del test: questi cuccioli avranno la tendenza a reagire in modo dominante e aggressivo e potrebbero mordere se maneggiati in modo brusco. Un ambiente poco adatto a questo tipo di cuccioli è quello in cui vi siano bambini piccoli e perso ne anziane, dato che il suo comportamento vivace può risultare pregiudizievole allo stabilirsi di buoni rapporti. E molto meglio per lui un ambiente familiare di persone adulte con un’atmosfera sufficientemente tranquilla e con metodi di insegnamento senza punizioni corporali; in queste condizioni può diventare un buon animale da compagnia capace di azioni aggressivo protettive soltanto in caso di vero pericolo.

Tre o più risposte d: questi cuccioli tendono piuttosto a primeggiare e ad essere dominanti. Metodi di addestramento coerenti e garbati li porteranno ad un rapido apprendimento. La presenza in casa di bambini in tenera età non è però consigliabile per questo tipo.

Tre o più risposte s: questi cuccioli hanno buone probabilità di adattarsi a qualunque ambiente e sono i migliori per i bambini e gli anziani.

Due o più risposte ms, soprattutto se insieme ad una o più risposte i: .questi sono cuccioli estremamente sottomessi che avranno bisogno di essere molto gratificati e maneggiati con dolcezza in modo da dar loro sicurezza e fiducia in se stessi e conquistarli completamente all’ambiente umano. Normalmente ci si può fidare di loro con i bambini: questo tipo morde di solito soltanto se gravemente minacciato ed anche in questo caso solo per proteggere se stesso.

Due o più risposte i, soprattutto se una di queste i riguarda la prova di Dominanza Sociale: è probabile che questi cuccioli non socializzino prontamente e risultino difficili da addestrare senza l’uso di particolari tecniche. Se sono anche presenti degli md e dei d, possono persino attaccare sotto stress, come ad esempio a seguito di una delle punizioni tradizionali. Se sono anche presenti degli ms e degli s, avranno tendenza a tirarsi indietro in situazioni di stress. Questo tipo di cucciolo di solito non interagisce bene con i bambini in tenera età.

Valutazione promiscua: quando un cucciolo ottiene una valutazione che dà luogo a interpretazioni contraddittorie, come ad es. degli md insieme a degli ms, è meglio ripetere il test in un altro luogo che sia del tutto nuovo per il cucciolo. Se si ottiene ancora una valutazione promiscua, significa che si tratta di un cucciolo dal comportamento imprevedibile, che richiede quindi un maneggiamento particolare.

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Considerazioni conclusive

Può capitare che la valutazione attribuita a un cucciolo nell’esecuzione del test non sembri coincidere con il suo effettivo comportamento nell’ambito della cucciolata. Questo non deve però meravigliare perché tra i componenti della cucciolata esiste una scala di dominanza reciproca in cui ogni cucciolo occupa un suo preciso gradino. Può perciò capitare che un cucciolo, che è stato classificato come dominante nel test del maneggiamento, non si mostri tale in presenza dei fratelli, perché occupa un gradino più basso nella scala gerarchica, tanto da dimostrarsi talora addirittura sottomesso quando interagisce con loro. Pertanto, se chi esegue il test ritiene importante che il cucciolo prescelto vada d’accordo con gli altri cani, è opportuno che dedichi un po’ di tempo all’osservazione dei suoi rapporti con gli altri componenti della cucciolata.

In ogni caso non bisogna dimenticare che si stanno valutando delle tendenze comportamentali. E indubbio che i fattori che influenzano in maniera definitiva e determinante il comporta mento del cane da adulto derivano pili dalle prime esperienze che il cucciolo fa nell’ambiente umano in cui viene accolto che non nella cucciolata da cui proviene. Ciò nondimeno se un cucciolo sottoposto al test seguitasse ad abbaiare e a guaire per tutta la durata della sua esecuzione, è molto fondato il dubbio che possa reagire alle future situazioni di stress in modo vocale.

Un tale cucciolo non sarebbe certo consigliabile per chi vive in un appartamento, ma potrebbe essere adattissimo per chi possiede una villa con giardino.

Qualsiasi test, utilizzato dal potenziale compratore, è sempre influenzato dalle sue reazioni emotive nei confronti dei cuccioli, per cui ai risultati manca spesso la fredda obiettività, che di solito è richiesta per una indagine scientifica; ma questo non è un elemento negativo, anzi è positivo, dato che a noi interessano le risposte comportamentali del cucciolo nei confronti di colui che sarà il compagno della sua vita e non quelle nei confronti di uno scienziato. Si comprende perciò come i risultati del test siano validi unicamente per la persona che lo esegue e non possano essere applicati ad altri. Ogni compratore deve eseguire il test per proprio conto.

La decisione finale sulla scelta proprio di quel cucciolo compete quindi a chi esegue il test e non al test come tale. Il test da me proposto ha il solo scopo di aiutare il compratore a sceglie re il cucciolo più adatto a vivere con lui e a scartare quelli, le cui tendenze comportamentali potrebbero peggiorare nell’ambiente in cui vive.

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